Quando nasce e cos'è il romanzo d'appendice?

Romanzo d’appendice: cos’è e quando nasce

Un viaggio alla scoperta del feuilleton (e della sua inaspettata rinascita nell’era digitale)

I romanzi d’appendice devono il loro nome al mezzo che li ha portati alla ribalta nel XIX secolo: queste opere comparivano infatti nelle ultime pagine di quotidiani e riviste (in appendice, appunto) divise in episodi, allo scopo di stimolare la curiosità dei lettori e vendere i giornali.

Dopo decenni trascorsi in sordina, questa originale forma letteraria sta oggi vivendo un inatteso quanto eccitante revival.

In questo articolo conosceremo le sue caratteristiche e i motivi che l’hanno legata per sempre a uno dei periodi più floridi della storia dell’editoria.

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Romanzo d’appendice: caratteristiche

Quali erano i tratti distintivi del classico romanzo d’appendice? Scopriamoli insieme:

  • anziché nel classico formato libro, il romanzo veniva suddiviso e pubblicato ‘a puntate’ su riviste e giornali; spesso gli episodi corrispondevano ai diversi capitoli;
  • l’opera era concepita come un prodotto commerciale, e quindi destinata a un pubblico vasto e generalista.
  • per rispondere a queste esigenze, il romanzo si affidava a elementi narrativi tipici. La trama era articolata, ricca di avventura e colpi di scena e le vicende venivano animate da numerosi personaggi contrapposti nettamente in fazioni (gli eroi e gli antagonisti);
  • le storie erano complesse e avvincenti allo scopo di creare suspense e coinvolgere i lettori, che avrebbero così continuato ad acquistare nuove copie del giornale;
  • le tematiche ricalcavano la mentalità dell’epoca: gli amori ostacolati o contesi, le condizioni delle diverse classi sociali, l’emancipazione e la realizzazione personale erano argomenti presenti in gran parte di questi testi;
  • a volte, i romanzi d’appendice vengono confusi con i romanzi di formazione. In realtà, questo genere indica la semplice pubblicazione frammentata di un’opera su riviste e giornali; un romanzo di formazione, quindi, può essere d’appendice (e viceversa) ma i due termini non sono sinonimi.

Quando si impose il fenomeno del feuilleton?

Il romanzo d’appendice è noto anche con il nome di feuilleton, diminutivo di feuillet (foglio), a indicare la parte inferiore delle pagine o le ultime sezioni del giornale destinate all’opera.

È proprio in Francia che, all’inizio dell’Ottocento, il feuilleton ha origine: il quotidiano Journal des Débats iniziò a ospitare in chiusura di pagina alcuni contenuti di carattere culturale; queste prime rubriche venivano spesso pubblicate di domenica per intrattenere i lettori nel tempo libero, e presto si diffusero ad altre testate editoriali.

La Presse intravide in questi inserti periodici grandi potenzialità commerciali, e pochi anni dopo decise di accantonare le semplici notizie per dare spazio alla pubblicazione a episodi di racconti e romanzi inediti.

Fu un’intuizione geniale, che fece crescere a dismisura il numero degli abbonati, entusiasti della novità e sempre più fedeli al giornale. Nel 1831 persino Honoré de Balzac decise di dare alle stampe alcuni estratti dei suoi lavori, così da creare aspettativa nei lettori.

Ben presto tutti i più grandi titoli dell’epoca vollero emulare il successo dell’esperimento, e in breve tempo il feuilleton si impose al punto da essere considerato un genere letterario a tutti gli effetti.

Tuttavia, anche il romanzo d’appendice ha avuto i suoi detrattori: a causa delle storie standardizzate, dei personaggi rappresentati al limite del cliché e della volontà di conquistare un target di massa per meri fini commerciali, il feuilleton venne guardato con sospetto da una parte della critica dell’epoca, che considerava questo modello letterario solo un sottogenere di scarso valore.

In realtà, proprio in forma di romanzo d’appendice sono state pubblicate molte opere oggi considerate capolavori della letteratura mondiale, presentate in volumi completi solo successivamente.

Negli anni d’oro del feuilleton, gli ‘appendicisti’ erano autori a cui oggi attribuiamo la paternità di svariati generi, come il romanzo poliziesco, d’avventura, realistico, storico e di fantascienza.

Romanzi d’appendice famosi

In questa categoria compaiono titoli tra i più famosi e illustri di tutti i tempi:

In Francia sono stati pubblicati La signorina Cormon di Honoré de Balzac, Il conte di Montecristo e I tre moschettieri di Alexandre Dumas, Madame Bovary di Gustave Flaubert e Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne.

Sui giornali sono stati diffusi per la prima volta anche alcuni grandi romanzi di origine britannica: è il caso di Oliver Twist, Il circolo Pickwick e David Copperfield di Charles Dickens (che in qualità di appendicista pubblicò quasi tutte le sue opere, attese ogni volta dal pubblico come veri eventi mondani), ma anche Il mastino dei Baskerville di Arthur Conan Doyle, Ulisse di James Joyce, Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e Cuore di tenebra di Joseph Conrad.

Nella produzione d’appendice non manca neanche la letteratura russa: sono stati pubblicati a puntate i romanzi Guerra e pace e Anna Karenina di Lev Tolstoj, così come Delitto e castigo e I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij.

Tra i feuilleton statunitensi di successo, invece, troviamo Addio alle armi di Ernest Hemingway e Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald.

Infine, anche l’Italia ha preso parte a questo fenomeno con Sandokan di Emilio Salgari, Pinocchio di Carlo Collodi e molti altri titoli di autori più e meno noti.

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Il romanzo d’appendice oggi

Per lungo tempo il romanzo d’appendice ha saputo rispondere perfettamente al desiderio di evasione dei lettori, ma con il boom economico del Dopoguerra hanno iniziato a diffondersi i primi apparecchi televisivi, e con loro forme più moderne di intrattenimento basate sulle immagini (come i teleromanzi).

Da allora, la lettura di narrativa a episodi ha vissuto un lento declino e per quasi un secolo è rimasta nell’ombra.

Di recente, però, l’interesse verso i feuilleton sembra essersi risvegliato; la versione contemporanea di questo genere letterario non compare più sulla stampa cartacea, ma sulle piattaforme digitali e i social network dedicati alla scrittura come Wattpad.

Queste community oggi pubblicano in maniera frammentata molti romanzi di autori e appassionati in forma di progetti collettivi, riscuotendo grande successo.

La nuova primavera del romanzo d’appendice è appena cominciata, ma si sta già rivelando molto promettente.

Del resto, al feuilleton dobbiamo molto: suo, infatti, è il merito della diffusione di anticipazioni e stralci d’opera a scopo promozionale, strumenti pubblicitari di prim’ordine ancora oggi. Osiamo dire che senza questi romanzi, non esisterebbero i trailer cinematografici!

Come dimostra la popolarità delle stesse produzioni televisive, tutti siamo sempre più orientati alla serialità e all’idea di un intrattenimento ‘leggero’ da godere poco per volta. Il feuilleton si dimostra quindi un redivivo irresistibile per tutti coloro che cercano evasione dalla realtà senza impegnarsi troppo e che amano la fervida attesa di ‘quel che succederà’.

La rinascita del romanzo d’appendice altro non è che il riflesso di una luce antica nel firmamento dell’editoria, da sempre costellato di astri ricorrenti, metamorfosi e risvegli.

Noi di Edigho ne siamo convinti: questo settore, in apparenza rivolto solo agli echi del passato, non smette mai di stupire dimostrando di saper restare al passo con le innovazioni e la multimedialità del nuovo millennio.

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