Cos'è il self publishing e a quali rischi si può andare incontro?

Self publishing: cos’è e a quali rischi si va incontro

Cosa significa ‘autopubblicazione’ (nel dettaglio) e quali sono i 3 rischi principali per gli autori che la scelgono

Chi ama i mestieri editoriali può cavalcare l’onda del self publishing offrendo numerosi servizi agli aspiranti autori: impaginazione, formattazione, stesura della quarta di copertina, valutazione manoscritti, correzione di bozze, editing.

Ma non ci si può improvvisare professionisti dell’autopubblicazione. È fondamentale conoscere questo mondo in profondità, se si vuole lavorare al suo interno.

Oggi risponderemo alla domanda ‘self publishing: cos’è?’ e scopriremo i tre rischi principali a cui un autore va incontro se non si informa bene fin dall’inizio.

Questo ci darà modo di offrire una consulenza professionale e completa ai nostri clienti, evitando che si sentano delusi o ingannati da false promesse. Perché il self può essere un mondo ricco di opportunità, ma bisogna saperlo sfruttare al meglio!

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Self publishing: cos’è?

La parola ‘self publishing’ significa ‘autopubblicazione’. Avviene quando un autore decide di pubblicare il proprio libro da solo, senza l’ausilio di una casa editrice. In questo modo, lo scrittore diventa editore di sé stesso.

Per pubblicare la propria opera ci si può avvalere di numerose piattaforme. Tra le più famose possiamo annoverare Amazon Kindle Direct Publishing (detto ‘KDP’), YouCanPrint, StreetLib e Ilmiolibro.it.

Come funziona Amazon self publishing?

Amazon KDP è in assoluto la piattaforma preferita dagli scrittori self. Permette di vendere il proprio libro nello store online più grande al mondo e di avvalersi del ‘print on sale’, grazie al quale viene stampato un singolo volume dell’opera ogni qualvolta il lettore ne faccia richiesta.

L’autore non deve acquistare copie del libro in anticipo, né calcolare le spese di stampa a parte, visto che sono già comprese nella percentuale di guadagno che spetta ad Amazon.

Inoltre, questa piattaforma dà la possibilità di aderire al programma ‘KDP Select’ che consente di avere ancora più guadagni grazie alle pagine digitali lette con il servizio Kindle Unlimited e tramite la Biblioteca Prime di Kindle.

Il lato negativo? Quando si è dentro al circuito ‘KDP Select’ non si può distribuire il proprio eBook in nessun altro canale.

Quanto si guadagna con il self publishing?

I ricavi derivano dalle royalties previste dalla piattaforma che l’autore sceglie di usare. Analizziamo, ad esempio, il margine che si può ottenere con Amazon KDP:

  • eBook: royalty al 70% se il libro digitale costa dai 2,99 euro in su, royalty al 35% se viene venduto a meno di 2,99 euro;
  • libri cartacei: royalty al 60% del prezzo di listino. Bisogna però sottrarre i costi di stampa, che variano a seconda del numero di pagine, del tipo di inchiostro e del Paese dal quale viene ordinato il libro.

Sono royalties altissime, assolutamente irraggiungibili se si pensa di pubblicare tramite casa editrice.

«Benissimo! Allora non mi resta che pubblicare in self publishing per fare i soldi!» potrebbe pensare il nostro aspirante scrittore.

Non è proprio così. L’autopubblicazione ha tanti aspetti positivi, ma nasconde anche parecchie insidie.

I 3 rischi principali del self publishing

Il self publishing spesso viene presentato come la panacea di tutti i mali dell’editoria: permette di diffondere la propria opera senza intermediari, assicurando agli autori royalties alte e totale libertà decisionale in tutte le fasi della pubblicazione.

Ma, come tutte le cose, anche l’autopubblicazione nasconde dei rischi.

Rischio numero 1: pubblicare libri illeggibili

Gli scrittori poco informati si illudono di riuscire a fare tutto da soli, a costo zero. Scrivono un libro che a loro sembra fantastico, fanno un’auto-revisione al posto di un editing e di una correzione di bozze professionali, confezionano una cover artigianale e… voilà! Con pochi click, ecco una nuova opera su Amazon. Ovviamente illeggibile.

Questo approccio ha causato una cattiva nomea per tutto il mondo del self publishing, danneggiando gli autori che invece si avvalgono di professionisti editoriali seri per presentare al meglio il loro libro.

Rischio numero 2: non avere il budget

Gli scrittori consapevoli devono impegnarsi a trovare professionisti affidabili ai quali commissionare tutte le lavorazioni che farebbe una casa editrice: valutazione del manoscritto, editing, correzione di bozze, impaginazione, cover, promozione.

Gli autori, insomma, devono diventare microimprenditori a capo di un team di freelance. È un processo impegnativo e anche dispendioso: prima ancora di iniziare, bisogna avere bene in mente il budget massimo che si è disposti a spendere.

Rischio numero 3: la mancata distribuzione

Il grosso problema del self publishing è la distribuzione, o meglio la mancata distribuzione. Se il libro non viene venduto da una casa editrice, non farà mai mostra di sé sugli scaffali delle librerie tradizionali.

E distribuire da soli la propria opera in modo capillare è impossibile. Quindi la diffusione del libro sarà molto più limitata, rispetto alla vendita tramite CE.

Leggi anche: Perché è importante curare l’editing e come proporsi

È meglio pubblicare con una casa editrice o con la formula del self publishing?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda. Se un autore ha il budget da investire nell’autopubblicazione, potrà avere totale libertà nella scelta dei professionisti che lavoreranno per la sua opera, e potrà ottenere royalties davvero alte.

D’altra parte, dovrà impegnarsi al massimo nella promozione del libro, per ovviare al problema della mancata distribuzione nelle librerie fisiche.

C’è anche da dire che la maggior parte delle case editrici tradizionali è molto carente sul versante della promozione. Se una copia di un libro approda in una libreria, ma rimane seppellita tra le montagne di novità del mese e non viene vista da nessuno, è come se non fosse nemmeno stata distribuita.

In conclusione, le variabili da considerare sono numerose. Gli aspiranti professionisti editoriali hanno un ruolo cruciale nel consigliare agli autori la strada giusta per le loro esigenze.

Non basta riuscire a rispondere alla domanda: ‘Self publishing: cos’è?’. Bisogna anche essere preparati sulla filiera editoriale, sulle leggi del mercato, sulle dinamiche della distribuzione e sulle differenze tra editoria tradizionale e self publishing.

Nel nostro percorso formativo queste tematiche trovano ampio spazio in ‘Editoria ALL IN’, il maxi-corso per imparare quello che proprio non potete ignorare se avete scelto di fare dell’editoria il vostro mestiere… e molto di più!

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