Lavorare con case editrici o freelance?

Lavorare con le case editrici: potrebbe non essere la scelta migliore

Perché lavorare con le case editrici non è la scelta che consigliamo ai membri della community di Edigho?

Forse perché le CE non ci piacciono per principio?

Assolutamente no.

Anzi. Nella nostra proposta formativa dedichiamo molto spazio alla storia dell’editoria, agli editori che l’hanno resa grande, ai meccanismi che permettono a una casa editrice di diventare la ‘fabbrica dei sogni’ che tutti amiamo.

Lo sanno bene i corsisti di Editoria ALL IN.

Ma allora perché riteniamo che non sia la scelta preferibile per iniziare un percorso professionale nell’editoria?

Lo scopriremo in questo articolo.

Lavorare con le case editrici potrebbe essere diverso da come immaginiamo

L’editoria non è solo romanticismo.

L’editoria è un business.

Non è un’affermazione offensiva, né una verità rivelata. Tutti sappiamo che le case editrici devono guadagnare con i libri che pubblicano.

Sono aziende, hanno la necessità di generare profitti.

Anche loro risentono della crisi economica globale. Non possono più garantire determinati diritti e benefit, come facevano in passato.

Assumono pochissimo, perciò è molto difficile iniziare a collaborare con loro. In più, spesso si avvalgono di stagisti per avere un continuo ricambio di personale a basso costo.

Perciò, non sempre un tirocinio in una casa editrice è formativo.

Una questione di costi

La scarsa disponibilità di denaro è la causa di tante pubblicazioni poco curate.

Quando leggiamo un libro pieno di refusi, spesso puntiamo il dito contro il correttore di bozze.

In realtà è la casa editrice ad aver assunto persone poco qualificate, perché le costano meno di un professionista affermato. Oppure, anche se si tratta di correttori esperti, questi saranno stati costretti a lavorare a ritmi davvero serrati.

Non sempre è così, ovviamente.

Ci sono moltissime case editrici serie, sia tra le ‘big’ che tra le piccole realtà indipendenti. Realtà che si impegnano, ogni giorno, a mettere sul mercato pubblicazioni di qualità.

Ma, nel contesto economico attuale, anche le CE serie fanno fatica a garantire alti margini di guadagno e condizioni di lavoro umane ai loro dipendenti.

Leggi anche: Come lavorare con i libri e perché è (ancora) un’enorme opportunità

Qual è l’alternativa al lavorare con una casa editrice?

L’alternativa è lavorare come freelance.

In Italia questa possibilità è vista ancora con scetticismo.

Se decidiamo di avviare una carriera come autonomi, molti tenteranno di scoraggiarci: diranno che nel nostro Paese è impossibile fare impresa, che ci sono troppe tasse da pagare, che non ne vale la pena.

È vero: un freelance deve impegnarsi molto per emergere.

Deve imparare ad attrarre i clienti, fare rete con gli altri professionisti su base quotidiana, aggiornarsi in continuazione, gestire tempistiche e scadenze burocratiche in totale autonomia.

Però stiamo parlando del lavoro che amiamo.

Tutto si fa con un’energia inebriante quando si ha la fortuna (e il merito!) di svolgere la professione dei propri sogni.

A volte ci troveremo a lavorare la sera e nei weekend, spesso agli inizi della nostra carriera.

Ma altre volte, mentre tutti saranno imbottigliati nel traffico dell’ora di punta, noi saremo in pigiama a fare yoga in salotto, o in tuta da jogging a correre col nostro cane al parco.

Ogni scelta ha il suo prezzo da pagare.

Dobbiamo valutare cosa siamo disposti a fare noi, nel concreto, per intraprendere il mestiere che desideriamo.

Dobbiamo valutare le nostre aspirazioni e le nostre possibilità.

Lavorare con una casa editrice da autonomi

Collaborare come esterni con una casa editrice non è affatto raro, anzi.

Spesso conviene alla stessa CE, che ha meno costi fissi da affrontare. E può anche capitare (non sempre, ma è possibile) che un nostro autore, selezionato da una casa editrice, pretenda di averci al suo fianco.

Insomma, il fatto che il professionista editoriale lavori da remoto conviene a tutti: agli editori, che con i liberi professionisti hanno meno oneri economici da sostenere, e ai freelance, che possono maturare esperienza a contatto con un team di lavoro.

Leggi anche: Chi è il redattore e quali prospettive (concrete) ha questa figura nel 2021

I primi passi per una carriera da freelance

L’importante è iniziare.

Se pensiamo che sia l’opportunità sia adatta a noi, il momento giusto per cominciare è ora.

Come fare?

La nostra offerta formativa (pensata come un percorso) prevede come punto di inizio Edigho START!, un mini-corso dedicato a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al mondo editoriale ma non ne sanno nulla.

E se volete confrontarvi con una grande famiglia di professionisti editoriali, esperti o aspiranti, potete entrare a far parte della community gratuita EDIGHO | Formazione Editoriale: la più grande community italiana dedicata a correttori di bozze, editor e ghostwriter!

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