Nel 2022, come diventare editore in Italia?

Come diventare editore in Italia nel 2022? Facciamo chiarezza

Chi può fare l’editore nel nostro Paese? E quanto costa aprire una casa editrice? Ecco come stanno davvero le cose

Fondare una casa editrice è il sogno più epico di ogni professionista editoriale.

Valutare i manoscritti, curare le collane editoriali inerenti al proprio genere preferito, offrire al mercato libri di qualità: una chimera bellissima quanto apparentemente irraggiungibile. La burocrazia italiana, il capitale da investire e le conoscenze tecniche da possedere spaventano non poco chi vagheggia questa professione.

Nell’articolo di oggi capiremo come diventare editore nel nostro Paese, se è un mestiere adatto a tutti e se è davvero così rischioso e complesso come sembra.

Chi può fare l’editore?

Potenzialmente chiunque potrebbe diventare editore: non sono richieste lauree specifiche né iscrizioni ad albi professionali.

Ciò non toglie che siano necessari alcuni requisiti di base: preparazione tecnica sulle professioni editoriali, sul diritto d’autore, sull’antipirateria e sulle relazioni sindacali; mentalità imprenditoriale; conoscenza del mercato e intuito nel recepire e anticipare i gusti del pubblico; capitale da investire.

Che cosa fa l’editore?

Nelle piccole CE l’editore è il titolare dell’azienda, colui che supervisiona tutti gli aspetti legati alla pubblicazione dei libri.

Ha il compito di selezionare e coordinare i collaboratori, svolgere attività di scouting editoriale, valutare i manoscritti ricevuti e decidere quali pubblicare, organizzare le collane, impostare il piano editoriale (ovvero le varie uscite dell’anno), dirigere le lavorazioni sul testo (editing, correzione di bozze, impaginazione) e le strategie di marketing per promuovere le opere da lanciare sul mercato.

Come diventare editore?

La prima cosa da fare è, ovviamente, aprire la propria casa editrice.

L’iter burocratico non si discosta molto da quello relativo a una qualsiasi altra impresa produttiva o commerciale italiana: è necessario iscrivere la propria attività al registro delle imprese presso la Camera di Commercio (nell’oggetto bisogna indicare l’attività editoriale) e dotarsi del codice fiscale e della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate.

Leggi anche: Case editrici indipendenti: cosa sono? Tutto quello che c’è da sapere

Quanto costa aprire una casa editrice?

Il costo degli adempimenti burocratici per la fase di avviamento non è altissimo.

Aprire una partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuito, mentre il costo dell’iscrizione alla Camera di Commercio parte dai 44 euro e arriva a circa 200, a seconda del tipo di società; bisogna poi aggiungere i diritti di segreteria, l’imposta di bollo e altri oneri amministrativi.

Gli esborsi effettivi, però, subentrano in un secondo momento, ovvero in fase di gestione dell’attività.

Innanzitutto, c’è l’onorario da corrispondere al commercialista. Poi ci sono le spese fisse per la sede della società: affitto e utenze. Se si vogliono pubblicare libri cartacei occorre disporre di un magazzino, anche in condivisione con altre aziende.

Non dobbiamo tralasciare i costi dei software per le lavorazioni editoriali e per l’e-commerce della casa editrice: un negozio online ben fatto richiede un investimento di circa 5.000 euro.

Ricordiamo, inoltre, che un editore deve retribuire i propri collaboratori, dipendenti o freelance che siano: correttori, editor, grafici, impaginatori, marketing specialist e così via.

Il numero di professionisti necessari all’attività è legato a quanti libri vengono prodotti e alle dimensioni dell’azienda: l’Istat classifica gli editori in ‘piccoli’ (da 1 a 10 libri all’anno), ‘medi’ (da 11 a 50) e ‘grandi’ (oltre 50).

Cosa studiare per diventare editore?

In Edigho formiamo professionisti editoriali: correttori di bozze, editor e ghostwriter.

Per iniziare il percorso in maniera graduale e consapevole abbiamo creato ‘Editoria ALL IN’, riservato a chiunque voglia conoscere a fondo il settore dei libri; il nostro primo corso tecnico, invece, è ‘Da 0 a correttore’.

Non ci occupiamo, però, di istruire aspiranti titolari di case editrici. A chi voglia imparare come diventare editore consigliamo di valutare l’offerta formativa dell’AIE, l’Associazione Italiana Editori.

L’AIE organizza periodicamente un corso di due giornate dal titolo ‘Dalla passione all’impresa’, che analizza in maniera approfondita l’iter burocratico per l’avvio dell’attività, l’impostazione del piano editoriale, la contrattualistica, la distribuzione e la comunicazione.

Per verificare se il corso sia attivo al momento, potete visionare la pagina dei corsi AIE dedicata alla formazione degli editori.

Facebook
Twitter
LinkedIn

In questo articolo parliamo di...

Altri articoli dal nostro blog

I percorsi classici non bastano più per lavorare nell'editoria. Scopri cosa studiare per lavorare in questo settore.
Cos'è il premio strega e chi può partecipare?
Ecco cosa significa editare un libro?
5 mestieri per iniziare a lavorare con i libri per bambini
Newsletter

Iscriviti alla nostra mailing list e ricevi le soluzioni degli esercizi pubblicati sul gruppo, comunicazioni sui corsi, regali gustosi e molto, molto altro!