La storia della casa editrice Feltrinelli

Casa editrice Feltrinelli: storia e scandali di una grande azienda italiana

La nascita, la storia e la vita travagliata del gruppo Feltrinelli, dalle origini ai giorni nostri

Tra le numerose case editrici italiane, la Feltrinelli è sicuramente una delle più importanti, grazie soprattutto alle scelte coraggiose e lungimiranti del suo fondatore, Giangiacomo Feltrinelli, editore controverso, fine intellettuale e personalità di grande spicco nel panorama culturale italiano del Novecento.

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La storia della casa editrice Feltrinelli non è mai stata priva di turbamenti. Nonostante molti eventi avversi, però, la CE non ha mai smesso di macinare successi e registrare grandi numeri in fatto di vendite. Grazie alle scelte degli editori, Giangiacomo prima e sua moglie Inge poi, sono arrivati nelle nostre mani e nelle librerie di tutto il mondo testi di grande spessore, destinati a diventare grandi classici della letteratura mondiale.

Chi ha fondato Feltrinelli?

La casa editrice Feltrinelli viene fondata nel 1954 da Giangiacomo Feltrinelli, nato nel 1926 a Milano da una famiglia appartenente alla borghesia industriale italiana. Noto attivista fortemente legato agli ambienti della sinistra milanese, Feltrinelli ha sempre dimostrato un grande interesse nei confronti delle sorti del movimento operaio italiano.

Nel 1947 si iscrive al Partito Comunista, impegnandosi attivamente nell’attività di stampa e diffusione ideologica. Partecipa direttamente alla Resistenza italiana ed è tra i fondatori del GAP, Gruppo d’Azione Partigiana, un’organizzazione armata paramilitare e di guerriglia di estrema sinistra.

Dove nasce la Feltrinelli?

Nel 1949 Giangiacomo Feltrinelli fonda a Milano la Biblioteca G. Feltrinelli, diventata poi Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con lo scopo di raccogliere testi riguardanti la storia del movimento operaio italiano e internazionale.

Nello stesso anno, per volere del Partito Comunista, viene creata la Cooperativa del Libro Popolare, una casa editrice nata con lo scopo di rendere accessibili anche ai meno abbienti testi fondamentali per la costruzione del pensiero critico.

L’Universale Economica, prestigiosa collana editoriale di tascabili venduti a prezzo modico, viene rilevata da Giangiacomo e portata avanti, a partire dal 1954, proprio dalla casa editrice Feltrinelli.

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Casa editrice Feltrinelli: la storia dei libri più controversi

La casa editrice Feltrinelli ottiene da subito un immediato successo di pubblico, nonostante il periodo non particolarmente roseo per l’industria editoriale italiana. Le statistiche degli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, infatti, registrano un netto calo del numero di lettori.

Ma Giangiacomo non perde mai la fiducia nei confronti del suo pubblico: continua a investire nella sua azienda e a pubblicare titoli fondamentali per la storia del pensiero italiano e mondiale, vendendoli a un prezzo accessibile a tutti, specialmente ai membri della classe operaia.

Il dottor Živago, L’Arialda, I sotterranei

Il 1957 è un anno decisivo per la storia della casa editrice. Nel mese di novembre Feltrinelli pubblica Il dottor Živago, romanzo controverso di Boris Pasternak, conteso da editori francesi e americani. Per via dei suoi contenuti considerati fin troppo ‘reazionari’ dalle autorità dell’Unione Sovietica, Pasternak era stato fortemente ostacolato dalla stampa russa.

Feltrinelli, uomo di gran fiuto letterario e libero pensatore, non si lascia sfuggire questa succulenta occasione.

La prima tiratura del romanzo registra il tutto esaurito: il libro riscuote un successo a dir poco clamoroso, e l’anno successivo a Pasternak viene addirittura conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Il dottor Živago, tuttavia, non è l’unico testo edito da Feltrinelli a scontrarsi con l’ostilità delle autorità competenti. Nel 1960 viene pubblicata L’Arialda, opera teatrale di Giovanni Testori accusata di oscenità per via delle tematiche omosessuali.

Nello stesso anno compare sugli scaffali delle librerie I sotterranei di Jack Kerouac, con una prefazione di Henry Miller e un’introduzione di Fernanda Pivano. Il libro di Kerouac viene sequestrato e Giangiacomo, accusato di pubblicazione oscena, viene assolto dalla Corte di Milano.

Tropico del cancro

Ma le accuse e le denunce non scoraggiano mai definitivamente l’editore. Nel 1962 viene pubblicata l’opera più dibattuta dello scrittore Henry Miller: Tropico del cancro, romanzo edito per la prima volta nel 1934 in Francia. La diffusione del libro di Miller, dichiarato osceno per via dei contenuti, era già stata proibita in territorio americano.

Per evitare sequestri, Giangiacomo Feltrinelli decide di ricorrere a un espediente degno di nota: si fa prestare il marchio da un editore svizzero e inserisce in copertina un’avvertenza che sancisce il divieto di importazione e di vendita del libro in territorio italiano. Il romanzo circola clandestinamente per diversi anni, fino al 1967, quando finalmente viene autorizzata la diffusione in Italia.

Pensate che emozione deve essere stata per l’editore avere tra le mani i manoscritti originali di romanzi così audaci da tradurre, correggere e adattare al pubblico italiano, forse ancora troppo impreparato.

Come è morto Feltrinelli?

Dopo aver fondato il Gruppo d’Azione Partigiana nel 1970 e dopo aver stretto rapporti con le Brigate Rosse, la vita dell’editore sembra diventare sempre più instabile. I Servizi Segreti di vari paesi lo pedinano ormai da alcuni decenni. Considerato ‘individuo potenzialmente pericoloso’, viene controllato e seguito con attenzione in ogni suo movimento.

Il 14 marzo 1972, in seguito a un boato proveniente da una campagna della periferia milanese, viene ritrovato un corpo carbonizzato nelle vicinanze di un traliccio dell’alta tensione. Nel giro di alcune ore il cadavere viene identificato: si tratta proprio di lui, Giangiacomo Feltrinelli, morto probabilmente nel tentativo di piazzare un ordigno sulle linee elettriche.

La teoria dell’attentato non riuscito, tuttavia, non convince alcuni conoscenti né i familiari dell’editore. Ad accrescere il dubbio è una perizia medica ignorata dalle autorità che evidenzia la presenza di alcune lesioni sul cadavere di Feltrinelli. L’ipotesi dell’omicidio inizia a prendere piede sempre più tra intellettuali, giornalisti, politici o esponenti del movimento operaio.

A desiderare la morte dell’editore, una figura così fuori da ogni schema e controversa, erano sicuramente in molti. Proprio per questo le dinamiche dell’incidente suscitano ancora oggi molti dubbi e perplessità.

Successivi sviluppi

Le sorti della casa editrice passano nelle mani di Inge Feltrinelli, fotoreporter tedesca e moglie di Giangiacomo dal 1960.

Inge manda avanti splendidamente i progetti editoriali del marito, senza mai perdere di vista la ragione che spingeva lo stesso Feltrinelli a pubblicare nonostante le imposizioni delle autorità e le censure: qualsiasi editore deve contribuire alla diffusione del sapere e combattere le ingiustizie attraverso la lettura, ad ogni costo.

Sotto la guida esperta di Inge, la casa editrice continua a crescere e a ottenere sempre maggiori apprezzamenti. ‘La regina dell’editoria’ – come viene soprannominata sin dai primi anni – diventa un personaggio di riferimento per la cultura italiana. Inge si dimostra una donna cosmopolita, sensibile ed estremamente curiosa: a lei dobbiamo la diffusione di capolavori della letteratura mondiale.

Sotto la sua guida, infatti, la casa editrice pubblica i testi di Antonio Tabucchi, Gabriel García Márquez, Daniel Pennac, Banana Yoshimoto, e di tantissimi altri scrittori di grandissimo spessore.

Il gruppo Feltrinelli oggi

Nel 2005 la casa editrice Feltrinelli subisce un’ulteriore svolta decisiva: viene fondata la holding EFFE 2005 – Gruppo Feltrinelli S.p.A., una fusione tra la CE e la catena di Librerie Feltrinelli.

Nel 2017 il Gruppo Feltrinelli stringe un accordo con Messaggerie Italiane, il più importante distributore italiano di prodotti per l’editoria, creando il polo e-commerce più grande del panorama italiano.

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