Cosa devi sapere per diventare editor freelance in Italia?

È davvero impossibile diventare editor freelance in Italia? Ecco la verità

Tasse, tutele, ricerca dei clienti: impariamo a destreggiarci nel lavoro autonomo

La partita IVA fa paura. Nella community di Edigho lo sappiamo bene: ogni volta che parliamo della libera professione si scatenano commenti disfattisti.

Perché in Italia i liberi professionisti sono vessati dalle tasse, perché lavorare in autonomia significa non avere ferie, permessi né giorni di malattia, perché bisogna affannarsi per cercare continuamente nuovi clienti.

Molti si chiedono se nel nostro Paese sia davvero possibile diventare editor freelance e guadagnare uno stipendio stabile ogni mese.

Noi Edighers siamo convinti di sì e in questo articolo vi spiegheremo il motivo.

Leggi anche: Come si diventa editor di una casa editrice (e perché forse non conviene farlo)

Per diventare editor freelance serve per forza aprire partita IVA?

Sfatiamo subito un mito: se vogliamo diventare editor freelance non dobbiamo aprire immediatamente la partita IVA.

Quando siamo all’inizio e abbiamo pochi clienti saltuari, possiamo lavorare in regime di prestazione occasionale. Non si tratta di un’alternativa alla partita IVA, ma di un regime del tutto diverso, adatto a chi non percepisce compensi in modo continuativo e stabile.

Per lavorare con prestazione occasionale basta emettere al cliente una ricevuta con ritenuta d’acconto del 20%. Assicuratevi di utilizzare un modello a norma, che rispetti tutti i requisiti di legge (come quello che diamo a disposizione nel corso Da 0 a correttore).

Inoltre, sarebbe buona prassi inviare al cliente un contratto di collaborazione occasionale, per mettere nero su bianco gli accordi presi e ottenere la firma della controparte.

In questo modo, potrete scoprire se il mestiere di editor freelance fa per voi molto prima di aprire partita IVA.

Gli editor freelance devono cercare nuovi clienti in continuazione?

Questo è un altro motivo di preoccupazione per gli aspiranti freelance.

La verità è che, se partiamo con il piede giusto, piano piano riusciremo a garantirci un flusso di clienti continuo, senza doverci affannare ogni volta per trovare nuove commesse.

All’inizio della gavetta è normale avere pochi clienti occasionali, ma se lavoriamo bene possiamo diventare sempre più autorevoli e conosciuti.

Nel campo dell’editing, ‘partire con il piede giusto’ significa specializzarci fin da subito in una nicchia specifica. Per la correzione di bozze può essere controproducente focalizzarci sul filone letterario che amiamo di più, perché l’attenzione che diamo alla storia può distrarci dalla ricerca di errori e refusi.

Per l’editing, invece, essere esperti di un particolare genere è senza dubbio un plus.

Se siamo tra i pochissimi a occuparci di un determinato argomento, saranno gli autori a cercarci, e non viceversa. Ovviamente, dovremo selezionare una nicchia che non sia né troppo inflazionata né così ristretta da non destare nessun interesse.

I freelance non sono tutelati?

È vero: un freelance non ha ferie, né permessi, né giorni di malattia pagati dal datore di lavoro.

Un lavoratore autonomo è il capo di sé stesso. È lui che si deve autotutelare, perché non lo farà nessun altro al posto suo. Quindi non è corretto dire che il freelance non ha tutele: è più esatto affermare che se le deve assicurare da sé.

In che modo può farlo? Ecco dei buoni spunti da mettere in pratica:

  • è importante costruirci un tariffario adatto ai nostri obiettivi e alle tempistiche di lavorazione, e che ci offra un margine per stare tranquilli quando non potremo lavorare a causa dell’influenza o perché siamo in ferie. Per avere una panoramica di come elaborare un listino efficace, potete leggere l’articolo Editing e prezzi: come formulare (correttamente) il tuo tariffario;
  • dobbiamo ideare delle strategie per tutelarci dai clienti intenzionati a ‘scappare con il malloppo’, scomparendo senza pagarci dopo aver ottenuto l’editing del loro libro. Sì, purtroppo può capitare anche questo. Un buon modo per cautelarsi è proporre al cliente di pagare un anticipo del compenso totale. Se non accetta, dovrebbe scattarci un campanello d’allarme sulla sua affidabilità;
  • prima di iniziare la carriera di freelance, informiamoci il più possibile sulle peculiarità del nostro settore. Conoscere la filiera editoriale, i problemi della distribuzione, i generi letterari più importanti e le problematicità del mercato ci darà una base solida sulla quale costruire la nostra carriera. Questo è il motivo per cui proponiamo Editoria ALL IN, il maxi corso per conoscere i segreti dell’editoria.

Avete altri dubbi e paure legati al diventare editor freelance? Per qualsiasi domanda, non esitate a scriverci nel gruppo gratuito EDIGHO | Formazione Editoriale: una nutrita e vivace community di professionisti editoriali (o aspiranti tali) sarà pronta a condividere pareri e consigli.

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