È giusto chiedere un compenso per leggere e valutare un libro?

Beta reader a pagamento: è giusto chiedere un compenso?

Scopriamo se il beta reading può diventare un lavoro vero e proprio

Iniziamo questo articolo rispondendo senza indugi alla domanda del titolo: no, non è giusto che un beta reader si faccia pagare per i suoi servizi.

Esistono figure professionali che leggono libri dietro compenso, sia all’interno di case editrici sia da freelance, ma si tratta appunto di professionisti.

Il beta reading, come abbiamo imparato nell’articolo Chi sono i beta reader e come candidarsi per diventarlo, è un’attività volontaria che si svolge per pura passione.

Ma che differenza c’è tra un lettore beta e un lettore che valuta manoscritti per lavoro? Siamo proprio qui per scoprirlo!

Perché non si può lavorare come beta reader a pagamento?

Perché, per definizione, il beta è un lettore non professionista. Non offre una valutazione professionale, una correzione di bozze o un editing. La sua è un’opinione spassionata sul libro, fornita da un possibile ‘lettore tipo’ di un’opera.

Ciò non toglie che possa essere un’attività propedeutica all’ingresso nel mondo editoriale.

Nella nostra community spesso gli Edighers si chiedono «Come faccio a trovare il primo cliente?». È un quesito al quale diamo molta importanza, perché il nostro progetto formativo mira proprio a fornire gli strumenti per entrare nel mercato del lavoro in modo concreto, oltre la ‘semplice’ pratica.

Nel corso ‘Editoria ALL IN’ abbiamo dedicato un intero modulo all’argomento, intitolato ‘Lavorare nell’editoria’. Tra le numerose strategie, una delle più importanti è certamente quella di riuscire ad attrarre (e non cercare) lavoro.

Per attrarre lavoro è fondamentale specializzarsi in un genere specifico, farsi conoscere dalla propria nicchia e riuscire a trasmettere autorevolezza.

Il beta reading può essere un primo passettino per iniziare. Il lettore beta si rapporta con gli autori, impara quali sono le difficoltà maggiori nella stesura di un libro, si fa conoscere e acquisisce contatti.

Insomma, comincia a inserirsi nella famosa ‘nicchia’ di mercato con la quale potrà poi lavorare in veste di professionista editoriale.

Diventare lettore per case editrici

Non si può fare il beta reader a pagamento, ma – come abbiamo già accennato – esistono figure che leggono libri dietro compenso.

Essere pagati per leggere… il sogno di tutti noi!

Nelle case editrici, questo mestiere leggendario viene svolto dal lettore editoriale. Un ruolo affascinante, ma molto meno romantico di quanto si pensi.

Purtroppo non si tratta di leggere libri con rilassatezza, circondati da candele profumate e sorseggiando una tisana. Il lettore editoriale deve analizzare decine di dattiloscritti al mese, e lo deve fare a ritmi sostenuti.

Nonostante le tempistiche ristrette, è importante che non si faccia sfuggire nulla. Pensate che smacco quando gli capita di scartare un’opera che poi diventa un bestseller pubblicato da una CE concorrente!

Cosa peraltro successa più volte nella storia dell’editoria… vi dice niente il titolo Carrie di un certo Stephen King? Sappiate che è stato respinto da molti lettori editoriali poco lungimiranti.

Ne abbiamo parlato nella nostra Breve guida per diventare lettore professionista di manoscritti.

Diventare valutatore di manoscritti freelance

Si possono anche proporre valutazioni professionali al di fuori delle case editrici, offrendo questo servizio da freelance. Le figure che se ne occupano sono i valutatori di manoscritti.

Molti pensano che questo sia lo ‘step successivo’ all’attività di beta reader. Un po’ come i livelli di un videogioco: dopo un tot di libri letti da beta, si passa di categoria e si diventa magicamente valutatore.

Non è così, anzi. Come abbiamo detto, un beta reader a pagamento non può esistere perché la sua opinione è spontanea e amatoriale.

Applicare le logiche del beta reading a una lettura professionale del testo può essere controproducente e dare luogo a errori più o meno gravi. Il cliente si aspetta dall’esperto editoriale una scheda valutativa che rispetti determinati criteri, non un parere estemporaneo.

Insomma, non ci si può improvvisare valutatori. Bisogna possedere una solida esperienza nel campo della correzione di bozze e dell’editing, che ci permetta di avere una visione globale dei limiti e dei punti di forza del manoscritto.

Il beta reading può metterci in contatto con gli autori e mostrarci una panoramica della nostra nicchia di mercato, ma se vogliamo imparare il vero mestiere dell’editor e del valutatore dobbiamo diventare professionisti editoriali.

Per approfondire l’argomento, potete leggere l’articolo Valutazione del manoscritto: perché proporla?

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