Lettore professionista di manoscritti: ecco come diventarlo.

Breve guida per diventare lettore professionista di manoscritti

Ammettiamolo: molti di noi si vedono benissimo nei panni del lettore professionista di manoscritti.

Immaginiamo la scena.

Siamo alla nostra scrivania, circondati da pile e pile di fogli pieni di storie. Leggiamo tutto il giorno… e ci pagano per farlo!

Fuori dall’ufficio, c’è una fila di persone in trepidante attesa di un nostro riscontro. Ci sembra quasi di essere un imperatore romano, che con un solo cenno del pollice può decidere il destino di chi si batte nell’arena.

Alla fine della giornata lavorativa, usciamo dal nostro antro e forniamo il responso: «Tu verrai pubblicato! Tu invece no!».

Dopodiché assistiamo a scene di disperazione o giubilo, a seconda dei casi.

Questo è ciò che accade nei nostri sogni.

Ma, in realtà, cosa fa il lettore professionista di manoscritti?

E come si può diventarlo?

Ecco la nostra breve guida con tutte le indicazioni necessarie.

Il lettore professionista di manoscritti all’interno della casa editrice

Nelle case editrici non esiste il ‘lettore professionista di manoscritti’.

Allora chi svolge questo ruolo?

Dipende dalla struttura dell’azienda.

Nelle piccole realtà indipendenti, spesso è l’editore a occuparsi di tutto. Valuta i manoscritti inviati dagli aspiranti autori e seleziona i più adatti per le sue pubblicazioni.

Ma può anche andare alla ricerca di nuovi talenti: un’attività che in gergo tecnico si chiama ‘scouting letterario’.

Oltre a ciò, spesso si occupa dell’editing, delle strategie di marketing, ecc.

Nelle strutture più grandi, invece, ci sono diverse figure per ogni ruolo.

E qui possiamo trovare il ‘lettore editoriale’, colui che più si avvicina all’immagine ideale del lettore professionista di manoscritti vagheggiata all’inizio.

Leggi anche: Responsabile editoriale: chi è e perché è una figura chiave

Il lettore editoriale nelle grandi case editrici

Il lettore editoriale svolge un lavoro molto delicato.

Deve leggere decine e decine di manoscritti al mese, ma anche bozze e sinossi. E deve farlo a una velocità sostenuta, perché i ritmi delle grandi case editrici sono frenetici.

Scarta i testi non adatti e presenta ai suoi responsabili quelli più meritevoli, redigendo un’accurata scheda di valutazione.

Nonostante le stringenti scadenze da rispettare, è necessario che garantisca un lavoro di altissima qualità.

Pensate a quanti danni si creerebbero se rifiutasse un potenziale bestseller, che verrebbe poi magari ripescato e pubblicato dalla concorrenza.

Il lettore editoriale può fare davvero la differenza.

Prendiamo l’esempio di Stephen King: il suo primo libro, Carrie, fu respinto da diversi editori perché questi erano convinti che non avrebbe venduto.

Ma all’improvviso arrivò un illuminato valutatore di manoscritti, che capì l’enorme potenzialità di questo nuovo autore e lo pubblicò.

Ne seguì l’enorme successo che conosciamo tutti.

Come diventare un lettore professionista di manoscritti?

Il lettore editoriale, quindi, è un professionista affermato all’interno di una grande casa editrice.

Ma quindi, valutare i dattiloscritti degli autori emergenti è un privilegio esclusivo dei ‘boss’ dell’editoria?

No, anzi.

Ci sono molte opportunità anche per le nuove leve. Una di queste è l’attività che prende il nome di ‘beta reading’.

Il beta reader

Il beta reader è un lettore che riceve un libro in anteprima, quando non è ancora stato pubblicato.

Lo legge e lo valuta, riferendo all’autore i punti forti e i punti deboli del testo.

Ci sono diverse case editrici che richiedono questo servizio ai lettori, ma è più frequente che siano gli scrittori stessi ad affidarsi ai beta reader, prima di inviare il manoscritto agli editori o a ricorrere all’autopubblicazione.

Su Facebook ci sono molti gruppi dedicati alla ricerca di queste figure.

Benissimo!

Quindi, se diventiamo beta reader, possiamo iniziare a guadagnare leggendo libri?

No.

I lettori beta, infatti, non vengono pagati. Stringono una sorta di patto con gli scrittori: ricevono libri gratis in cambio di un’opinione sincera e costruttiva.

Se abbiamo tempo libero da dedicare a questa attività, possiamo considerarla un ottimo modo per cominciare a far pratica nella valutazione di manoscritti.

Se vogliamo guadagnare con la nostra passione per l’editoria, però, dobbiamo fare un passo in più.

Il valutatore di manoscritti freelance

La valutazione di manoscritti è un servizio importantissimo da offrire ai propri clienti.

Ovviamente, non ci si improvvisa valutatori.

C’è un preciso percorso da intraprendere: chi segue la community EDIGHO | Formazione Editoriale, lo sa perfettamente.

Non mi stancherò mai di ripetere che i primi passi per iniziare una carriera seria e duratura nell’editoria sono due: studiare al meglio il panorama editoriale italiano e le sue logiche, e padroneggiare alla perfezione la correzione di bozze.

Solo allora potremo iniziare la nostra avventura professionale e, se lo vogliamo, diventare anche editor e ghostwriter.

Se non sapete da dove iniziare, vi consiglio di partire da Edigho START!, il mini-corso Edigho che rappresenta il primo passo verso una carriera nell’editoria.

Una volta creato il nostro catalogo di servizi da offrire ai clienti, la valutazione dei manoscritti sarà una conseguenza naturale del nostro lavoro.

Leggi anche: Correttore di bozze online: lavoro serio o presa in giro? Ecco come stanno le cose

Perché proporre ai clienti la valutazione del manoscritto?

Semplice: perché molti aspiranti scrittori non hanno ben presente quale sia l’intervento migliore da applicare al loro testo.

Magari ci chiedono una correzione di bozze, ma quando poi andiamo a lavorare al manoscritto ci accorgiamo che necessita di un intervento più profondo, come può essere l’editing.

Nell’articolo ‘Valutazione del manoscritto: perché proporla?, la questione è stata sviscerata a fondo.

Abbiamo visto che la valutazione può essere offerta come servizio gratuito per approcciarsi al cliente, oppure come servizio d’ingresso.

In quest’ultimo caso, diventa uno step necessario per accettare nuovi incarichi: non ci mettiamo a lavorare su un testo, se prima non l’abbiamo valutato.

Una volta diventati valutatori esperti, potremo anche pensare di offrire la valutazione del manoscritto come servizio esclusivo, specializzandoci proprio in questo ambito.

Perché no?

L’importante è procedere per piccoli passi, partendo dalle basi.

Solo così riusciremo a coronare il nostro sogno… e, chissà, a divenire il miglior lettore professionista di manoscritti sul mercato!

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