Come fare per conteggiare le cartelle editoriali?

Cartelle editoriali: come si conteggiano?

Chi ha detto che un professionista editoriale debba occuparsi solo di tutto ciò che ruota attorno alla bellezza delle parole?

Quando si passa dall’essere semplici appassionati a veri e propri professionisti, bisogna anche occuparsi di argomenti meno letterari, come i numeri e i calcoli.

Se un cliente ci chiede: «Come faccio a conteggiare le cartelle editoriali del mio libro?» noi dobbiamo essere il grado di rispondergli senza indugio.

Prepariamoci dunque a scoprire i segreti delle cartelle editoriali.

Cosa sono le cartelle editoriali

In ambito editoriale, le cartelle editoriali sono le unità di misura dei testi. Si usano per calcolare la lunghezza di prodotti letterari quali romanzi, saggi, novelle, racconti e così via.

Una cartella editoriale è costituita da 1800 battute.

Le battute comprendono tutti i caratteri del testo: lettere, numeri, punteggiatura e spazi. Non bisogna confonderle però con i caratteri, che comprendono invece lettere, numeri, punteggiatura ma non gli spazi.

Se volete saperne di più, potete leggere l’articolo Come si contano le battute in scrittura (e cosa sono)

Un elemento importante da tenere a mente è che, nei principali programmi di videoscrittura, le battute non si chiamano così. In Word, ad esempio, si chiamano ‘caratteri spazi inclusi’.

Le battute in Word si chiamano "caratteri spazi inclusi"

La denominazione in questo caso è intuitiva poiché le battute sono proprio i caratteri spazi inclusi, come abbiamo accennato.

Altri software, però, possono usare definizioni meno immediate. È il caso di OpenOffice, che chiama le battute ‘caratteri’.

OpenOffice chiama le battute ‘caratteri’

Perciò, quando dobbiamo conteggiare le battute di un documento, prestiamo attenzione alle denominazioni impiegate dal software che stiamo usando.

Differenza tra cartelle editoriali, cartelle commerciali e cartelle di traduzione

Un altro fattore da tenere in considerazione è che le cartelle editoriali non sono né le cartelle commerciali né le cartelle di traduzione.

  • Le cartelle commerciali, un tempo chiamate ‘cartelle giornalistiche’, sono composte da 1500 battute.
  • Le cartelle di traduzione possono essere di 1500 battute (di solito per i freelance) o di 1375 battute (di solito per le agenzie).

Quindi informiamoci bene quando sentiamo parlare di ‘cartelle’ in modo generico: nel mondo giornalistico, o nell’ambito della traduzione, potrebbero essere diverse dalle cartelle editoriali da 1800 battute l’una.

Come si conteggiano le cartelle editoriali

Essere in grado di conteggiare le cartelle editoriali è il requisito fondamentale per proporre i preventivi ai nostri clienti.

Per farlo, dobbiamo prendere il numero totale di battute del documento e dividerlo per 1800.

Facciamo un esempio pratico. Poniamo che un autore ci chieda la correzione bozze di un romanzo contenente 613.800 battute. Per conteggiare il numero di cartelle, eseguiremo questa operazione: 613.800 ÷ 1800 = 341.

Sul numero di cartelle (341) andremo poi a calcolare il preventivo, poiché correzione di bozze e editing si basano appunto sul numero di cartelle. Ad esempio, se la nostra tariffa è di 1,20 euro a cartella, la cifra preventivata sarà 409,20 euro (1,20 X 341).

Le parole e le pagine all’interno delle cartelle editoriali

Un’altra domanda ricorrente è: «Quante parole ci sono in una cartella editoriale?».

La risposta non è univoca, perché ovviamente dipende da cosa scriviamo nel testo. Dovendo dare un’indicazione di massima, possiamo dire che una cartella contiene circa 250/280 parole.

Un ulteriore quesito, molto gettonato, è il seguente: «1800 battute quante pagine sono?».

Anche in questo caso, non c’è un’unica risposta.

Quando i dattiloscritti venivano battuti a macchina, tutti i caratteri occupavano lo stesso spazio: da quelli più ‘smilzi’ (come la ‘i’) a quelli più voluminosi (come la ‘m’ e la ‘w’). Quindi la pagina era molto più standardizzata di adesso.

Era costituita da 30 righe di testo da 60 caratteri l’una. 60 x 30 fa 1800: è proprio da qui che nasce la nostra cartella editoriale.

All’inizio, quindi, una cartella corrispondeva a una pagina.

Con l’avvento del digitale tutto è cambiato. Ora il formato di una cartella dipende dalla dimensione del carattere selezionato, dal tipo di font, dalla gabbia, dall’interlinea, dal software di videoscrittura e da mille altre variabili.

Come cambiano le cartelle editoriali a seconda dei formati

Facciamo un esempio concreto, selezionando circa 1800 battute (per la precisione 1860) dal racconto di Emilio Salgari Alla conquista della luna.

Confrontiamo una cartella scritta su Word in Times New Roman a grandezza 16, con una cartella scritta su OpenOffice, sempre in Times New Roman a grandezza 16.

Un confronto di una cartella aperta su Word e su OpenOffice

La lunghezza dei due documenti è simile, anche se ci sono lievi differenze dovute alla diversità delle impostazioni base di ciascun programma.

Se cambiamo la grandezza del font, però, la lunghezza della nostra cartella editoriale cambierà di conseguenza. Proviamo a impostare una dimensione di 14 pt:

Una cartella editoriale con un font di 14 PT cambia lunghezza

Se poi cambiassimo la gabbia, l’interlinea, il tipo di font, o se decidessimo di formattare il testo in due colonne, ecco che lo spazio occupato dalle nostre 1800 battute muterebbe ancora.

Quando ragioniamo in termini di cartelle editoriali, pertanto, non dobbiamo riferirci al concetto di ‘pagina cartacea’. Una cartella può corrispondere a mezza pagina, una pagina intera, due pagine o più, a seconda del layout.

Leggi anche: Nuove leve: cosa conviene studiare per lavorare nell’editoria

Le cartelle editoriali nel campo dell’impaginazione

In alcuni settori molto specifici, come quello dell’impaginazione professionale, può capitare che si debbano impostare le cartelle editoriali come avveniva per le pagine scritte a macchina: una cartella dovrà corrispondere tassativamente a 30 righe da 60 battute ognuna.

L’impaginatore dovrà predisporre il layout del documento in modo che a ogni pagina corrisponda una cartella.

Ma si tratta, appunto, di richieste specifiche. Se il nostro compito è quello di correggere o editare un testo, il dato principale da conoscere è che una cartella è costituita da 1800 battute.

Ora che conosciamo le cartelle editoriali… Qual è il prossimo passo?

Ora che sappiamo come conteggiare le cartelle editoriali, abbiamo a disposizione un primo tassello per costruire i preventivi da proporre ai nostri clienti. Ma come facciamo a capire qual è la tariffa corretta per ogni singola cartella?

In Edigho abbiamo parlato molte volte dell’argomento, sia nelle live mensili del gruppo che nel blog.

Ad esempio, abbiamo affrontato il tema della giusta retribuzione per la correzione di bozze nell’articolo Correttori di bozze e offerte di lavoro: come distinguere le opportunità dalle perdite di tempo.

La strategia migliore, però, rimane sempre quella di confrontarsi con altri professionisti del settore.

Se siete interessati ai mestieri editoriali e a tutti i quesiti che ruotano intorno a questo meraviglioso mondo, potete iscrivervi al gruppo gratuito EDIGHO | Formazione Editoriale, la community italiana dedicata a correttori di bozze, editor e ghostwriter (e aspiranti tali!).

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