Correzione di bozze editoriale: come si fa?

Come si fa la correzione di bozze editoriale e cosa comprende

Come si correggono le bozze di un libro?

Al giorno d’oggi, nell’era di internet e della diffusione globale del sapere, ci sono tantissimi testi che hanno bisogno di una correzione di bozze professionale: articoli di blog, pagine di siti internet, contenuti creati per le community social, guide online, libri autopubblicati e così via.

Ogni tipologia di contenuto ha specificità ben precise che influenzano le modalità di correzione. La lavorazione di un libro cartaceo, per esempio, è molto diversa da quella di un contenuto creato per il web.

Ma quanto diversa? Cosa dobbiamo sapere per effettuarla al meglio? Lo scopriremo in questo articolo!

Su quali formati si fa la correzione di bozze editoriale?

Mentre la correzione di un testo online avviene sempre su un supporto digitale – che può essere un file Word o la schermata di un sito/blog – la correzione di bozze editoriale viene fatta sull’impaginato finale, che può essere un file PDF oppure una prova di stampa cartacea (cianografica).

La correzione di bozze editoriale sul cartaceo

Di norma, la correzione di bozze dovrebbe essere fatta su carta, perché è il supporto ideale per lavorare: l’occhio umano non è fatto per stare ore e ore davanti a un PC, per cui si stanca facilmente di fronte allo schermo.

Sul cartaceo si usano i simboli di correzione bozze, che sono stati creati dall’UNI (l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione) per rendere questa lavorazione scevra da fraintendimenti.

Per approfondire, potete leggere l’articolo I simboli della correzione bozze.

La correzione di bozze editoriale su PDF

Siamo nell’era dello smart-working, del nomadismo digitale e del lavoro autonomo.

Molte case editrici si avvalgono di collaboratori esterni, che non sono presenti fisicamente in azienda. Magari lavorano dall’altra parte dello stivale, o addirittura dall’estero. Perciò, può essere davvero scomodo e oneroso inviare la cianografica a ogni correttore di bozze freelance.

In questi casi, si deve lavorare per forza di cose sul file pdf dell’impaginato finale.

Per correggerlo non ci si avvarrà più dei simboli UNI, ma di un software che permette di modificare i file PDF, come Adobe Reader o Foxit Reader. Tali programmi consentono al correttore di lasciare commenti ed evidenziare, sottolineare, cancellare o sostituire parti del testo.

I controlli della correzione di bozze editoriale

Lavorando sull’impaginato finale, il correttore di libri non si limiterà a scovare errori e refusi.

Dovrà anche effettuare una serie di controlli che riguardano la grafica e la formattazione: interruzioni di pagina sbagliate, pagine di lunghezza diversa, rientri a sinistra, interlinea e ‘a capo’ errati, immagini sfocate, posizionate male o non pertinenti, tabelle e grafici collocati in maniera scorretta.

Oltre a ciò, bisogna controllare le orfane, le vedove e righini.

Di cosa si tratta? Per capirlo in modo chiaro, vi proponiamo tre slide tratte dal corso ‘Da 0 a correttore’.

Ecco cosa sono le Orfane
Ecco spiegato cosa sono le vedove
Qui, spiegato che cosa è il righino

Ma non è tutto, ci sono anche i controlli del volume e i controlli a campione:

  • i primi riguardano i controlli del volume del testo nel suo complesso. Verificano l’esattezza e la coerenza di indice, note, paratesti e copertina;
  • i controlli a campione vengono effettuati prima di consegnare il lavoro: costituiscono l’ultimissimo test sulla nostra correzione. Per farlo, bisognerà analizzare molto bene alcuni campioni di testo all’inizio, al centro e alla fine del documento.

La retribuzione della correzione di bozze editoriale

Correggere tre cartelle è diverso da correggerne trecento. È impegnativo, come abbiamo visto, perché un testo lungo prevede un maggior numero di controlli. Ma permette anche di lavorare in maniera più continuativa, senza dover cercare nuovi piccoli clienti in continuazione.

Per questo motivo, molti professionisti applicano una scontistica sui testi particolarmente lunghi. C’è chi lo fa su dattiloscritti superiori alle 150 cartelle, chi sopra le 250 e chi sopra le 300. C’è anche chi decide di non applicare nessun ribasso. Dipende tutto dalla strategia che si sceglie di impostare all’inizio del nostro percorso lavorativo.

La lunghezza del testo, ovviamente, non è l’unico parametro da tenere presente quando si parla di compensi. Bisogna anche considerare il genere letterario, le tempistiche di lavorazione, il numero dei giri di bozze previsti, l’autorevolezza del correttore e le medie di mercato.

Per approfondire questo tema, vi consigliamo l’articolo Media delle tariffe per correzione bozze: quali sono e cosa incide sul prezzo.

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