Che cos'è l'accademia della crusca e perché ha questo nome?

Cos’è l’Accademia della Crusca e perché si chiama così

Tutto quello che avete sempre voluto sapere (ma non avete mai osato chiedere) sull’Accademia della Crusca

C’è chi la erge a simulacro della (ormai perduta) correttezza grammaticale e chi la considera il relitto di un tempo che fu. Chi la invoca a difesa della lingua immutabile e chi la critica perché troppo tollerante verso le nuove, scellerate mode linguistiche.

Ma cos’è l’Accademia della Crusca?

In questo articolo scopriremo come è nata, perché si chiama così, di che cosa si occupa oggi e, soprattutto, perché chiunque lavori nella filiera editoriale dovrebbe conoscerla.

Che cos’è l’Accademia della Crusca?

Quella della Crusca è la più famosa e longeva Accademia italiana che si occupa della conoscenza storica e critica della lingua.

Nacque a Firenze nel 1582 quasi per gioco, su iniziativa di Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini e Bastiano de’ Rossi.

Inizialmente, i cinque letterati si ritrovavano per disquisire sì di questioni relative alla lingua, ma componendo per lo più orazioni scherzose e burlesche, senza un preciso progetto scientifico.

Le cose cambiarono presto: nel 1583 entrò a far parte del gruppo Lionardo Salviati, filologo e teorico della lingua, che diede all’Accademia della Crusca un’impostazione ben più strutturata e un obiettivo specifico: ripulire l’italiano e renderlo quanto più vicino possibile al fiorentino moderno.

E così, nel 1591, l’Accademia della Crusca inizia la stesura di un’opera senza pari che fu apripista ed esempio per i grandi lessici delle altre lingue europee, dal francese allo spagnolo, dall’inglese al tedesco: il Vocabolario.

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Il Vocabolario dell’Accademia della Crusca

Pubblicato nella sua prima edizione nel 1612 e poi ampliato e aggiornato nelle quattro edizioni successive, il Vocabolario dell’Accademia della Crusca fu subito oggetto di attacchi, ma altrettanto presto si impose come punto di riferimento per normare e diffondere la lingua italiana.

La critica più feroce veniva da chi lo riteneva uno strumento inadatto all’uso vivo della lingua, dal momento che si basava sul lessico utilizzato nel Trecento, sia dalle ‘Tre corone’ (Dante, Petrarca e Boccaccio), sia dagli autori minori.

L’obiettivo di Salviati – a cui si deve l’impianto del Vocabolario, nonostante fosse già morto al momento della sua redazione – era quello di evidenziare la continuità tra la lingua toscana a lui contemporanea e quella trecentesca.

Oggi l’Accademia della Crusca non pubblica più vocabolari: l’ultima edizione si è interrotta nel 1923, fermandosi alla ‘o’ di ‘ozono’. Da quel momento in poi, l’attività di accademici e collaboratori della Crusca si è concentrata sulla filologia.

Il nuovo progetto lessicografico è stato curato dall’Accademia fino al 1985 e in seguito affidato all’Opera del Vocabolario Italiano, istituto del CNR che collabora con la Crusca e ne condivide la sede, ma ne è formalmente separato.

Accademia della Crusca: cosa fa?

Di che cosa si occupa, allora, l’Accademia della Crusca?

Le sue principali attività, oggi, si possono sintetizzare in tre punti:

  • sostiene lostudio scientifico della linguistica e della filologia italiana;
  • studia e diffonde la lingua italiana sia dal punto di vista storicoche evolutivo, prestando particolare attenzione agli scambi interlinguistici e agli sviluppi contemporanei;
  • collabora con università, accademie e istituzioni italiane ed europee, nell’ottica del plurilinguismo.

Perché l’Accademia della Crusca si chiama così?

Il nome dell’Accademia deriva da quello che i cinque letterati fondatori davano ai loro incontri: le ‘cruscate’, appunto. Era un termine scherzoso, coerente con lo spirito iniziale di quelle riunioni, ma si rivelò azzeccato anche quando l’obiettivo degli intellettuali divenne chiaro.

La crusca, infatti, è quello strato fibroso che riveste il cereale e che viene separato dalla farina in fase di raffinazione: la metafora perfetta della ripulitura della lingua.

Tutta la simbologia dell’Accademia è legata al grano e al pane, a cominciare dal verso petrarchesco “il più bel fior ne coglie” che i membri scelsero come motto.

Ognuno di loro assunse anche un soprannome a tema (il Salviati, per esempio, era l’Infarinato), che veniva a sua volta collegato a una citazione letteraria e rappresentato graficamente su una pala di legno.
Il simbolo dell’Accademia è il ‘frullone’, un macchinario che serviva per separare la farina dalla crusca.

Dove si trova l’Accademia della Crusca?

Dal 1972 l’Accademia della Crusca ha sede a Firenze, nella Villa medicea di Castello, detta anche Villa Reale.

Sul sito ci sono tutte le informazioni per prenotare una visita guidata, anche virtuale. Se decidete di vederla dal vivo, però, controllate che sia aperto anche il parco, gestito dal MIBAC: ne vale davvero la pena!

Come proporre nuove parole all’Accademia della Crusca?

Come abbiamo detto, l’Accademia della Crusca non si occupa più della redazione del Vocabolario da quasi un secolo.

Nonostante questo, continuano ogni giorno ad arrivare richieste di introduzione di neologismi nel lessico italiano.

Tutto inutile? Assolutamente no. Basta conoscere la corretta procedura e – soprattutto – essere consapevoli di quale può essere l’esito.

Ecco quindi come fare per proporre un neologismo

Sul sito dell’Accademia, nella sezione ‘Lingua italiana’ si può selezionare ‘Parole nuove’ e quindi ‘Segnala le nuove parole’. Si aprirà un semplice form da compilare con i propri dati, la parola proposta e la fonte da cui è tratta.

La redazione della consulenza linguistica della Crusca legge e analizza tutti i suggerimenti, scegliendo quelli di maggiore interesse – anche in base alla frequenza delle richieste – ed elabora le schede dei neologismi.

Una parola che viene considerata neologismo dall’Accademia della Crusca ha più probabilità di essere inserita nei maggiori lessici italiani, ma non è detto che questo accada: le case editrici dei vocabolari sono completamente autonome in questo.

Naturalmente, prima di proporre un neologismo, è opportuno verificare che non sia già stata inserita tra le ‘Parole nuove’. Così come è buona norma, prima di utilizzare un termine che non troviamo su nessun vocabolario, dare un’occhiata al sito della Crusca.

Ma gli strumenti che l’Accademia mette a disposizione dei professionisti editoriali non sono finiti qui. Anzi, ce ne sono di inaspettati…

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L’importanza dell’aggiornamento per i professionisti editoriali

In questo blog abbiamo parlato spesso di formazione e aggiornamento per professionisti editoriali e di quanto sia indispensabile creare una propria ‘cassetta degli attrezzi’.

Ecco, tra questi non può certo mancare il sito dell’Accademia della Crusca, che offre a editor e correttori di bozze l’opportunità di studiare e approfondire tantissimi temi legati alla lingua italiana.

Oltre alle ‘Parole nuove’, un altro filo diretto con l’Accademia è quello della ‘Consulenza linguistica’ che permette di porre quesiti sul lessico, la morfologia, la fonetica e la grammatica dell’italiano. Nella stessa sezione si possono consultare anche le risposte ai quesiti posti in passato, trovando le soluzioni ai dubbi che ci assalgono con le relative spiegazioni.

Un’altra sezione utilissima è quella degli ‘Scaffali digitali’, dove sono raccolte diverse risorse, sia interne che esterne all’Accademia: le cinque edizioni del Vocabolario della Crusca; il Dizionario della lingua italiana di Niccolò Tommaseo (il più importante vocabolarista dell’Ottocento); tutti i volumi del GDLI (il Grande Dizionario della Lingua Italiana di Salvatore Battaglia); l’Archivio delle (retro)datazioni lessicali e molto altro.

E non è ancora finita: si possono consultare le opere digitalizzate dell’Archivio della Crusca e il catalogo della Biblioteca, visitare virtualmente la Sala della Pale, informarsi sulle pubblicazioni dell’Accademia e sfogliare l’agenda degli eventi.

Un consiglio? Date un’occhiata alla ‘Stazione bibliografica’: raccoglie i titoli essenziali per chi vuole cimentarsi nello studio della lingua e le pubblicazioni recenti di maggior rilievo.

Insomma, l’Accademia della Crusca resta un punto di riferimento indispensabile per ogni studioso della lingua e non solo.

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