Ghostwriter: il significato, i costi e segreti.

Ghostwriter: significato, costi e segreti dello ‘scrittore ombra’

Cosa vuol dire ghostwriter?

Il ghostwriter è uno ‘scrittore fantasma’, ovvero un professionista che scrive libri, racconti, eBook e altri contenuti testuali per conto terzi, restando però ‘invisibile’.

Il manoscritto non porterà la sua firma ma solo quella del committente che, di conseguenza, diventerà l’unico autore (visibile) dell’opera.

Nonostante in Italia questa professione sia vista con sospetto, le possibilità lavorative per i ghostwriter sono numerose: al giorno d’oggi tutti vogliono raccontare la loro storia in un libro, ma pochissimi sanno farlo.

In questo articolo scopriremo qualcosa di più sulla figura dello scrittore ombra attraverso un’analisi approfondita della professione. Capiremo chi è, cosa fa, come lo fa e perché lo fa, così da scardinare dubbi e false credenze.

Ghostwriter e significato: scrittore ombra o scrittore fantasma?

Letteralmente, il significato di ghostwriter è ‘scrittore fantasma’ (da ‘ghost’, fantasma, e ‘writer’, scrittore), perché nell’immaginario comune la sua identità rimane invisibile e segreta come quella di uno spettro. Una visione un po’ inquietante, non trovate?

Più che di scrittore fantasma, in Edigho preferiamo parlare di ‘scrittore ombra’. Non è, infatti, una figura che scrive al posto di qualcun altro e poi si nasconde in un anfratto buio e ammuffito; piuttosto, il suo ruolo è quello di aiutare i clienti a esprimere, in maniera chiara e ordinata, il messaggio che vogliono trasmettere al loro pubblico.

Un bravo ghostwriter si immedesima così profondamente nel suo committente da diventarne l’ombra fedele, inseparabile e discreta al tempo stesso.

Leggi anche: Lavori per chi ama scrivere: come sfruttare la passione per i libri

La missione del ghostwriter

Il compito dello scrittore su commissione, quindi, è quello di dare forma e sostanza ai pensieri, alle idee e ai desideri del committente.

Il ghostwriter lavora con discrezione, senza disturbare, ma di certo non si inventa nulla che non appartenga al cliente che commissiona il libro. In questo senso può essere considerato a tutti gli effetti un co-autore non rivelato.

Star dello spettacolo, calciatori, influencer, imprenditori digitali… quante volte vi è capitato di imbattervi in testi pubblicati da personaggi famosi? Nella maggior parte dei casi, queste opere riportano solo la firma della celebrità di turno: per il resto, la scrittura è quasi sempre opera di un ghostwriter.

Quanto guadagna un ghostwriter?

In Italia le tariffe offerte dalle agenzie di scrittura vanno dai 7.000 ai 20.000 euro per un libro di media lunghezza. Cifre eccessive? Niente affatto! Anzi, è persino poco, se consideriamo tutto il lavoro che c’è dietro e il tempo necessario.

Non solo: se sconfiniamo oltreoceano, possiamo renderci conto di quanto le tariffe nostrane non siano affatto esorbitanti. I ghostwriter americani di medio e alto livello si fanno pagare tra i 50.000 e i 150.000 dollari per un libro di 200-300 pagine.

In Canada il sindacato degli scrittori (ebbene sì, lì esiste!) ha fissato una tariffa minima di 25.000 dollari per un libro della stessa lunghezza.

In altre parole, in America esiste un mercato editoriale dove il lavoro dello scrittore su commissione è valutato come merita e viene retribuito più del doppio rispetto a quanto avviene in Italia.

Ghostwriting e tariffe: come costruire il proprio tariffario

Le tariffe e il modo nel quale vengono calcolate sono variabili. Ci sono ghostwriter che definiscono un prezzo a progetto, e altri che preferiscono essere pagati a parola (pochissimi) o a cartella (quasi tutti).

Molti ritengono rischioso definire un prezzo a forfait, calcolato sulla base delle informazioni iniziali. Il lavoro potrebbe infatti rivelarsi molto più lungo e impegnativo del previsto, a svantaggio del ghostwriter.

Al contrario, se lo scrittore non volesse rimetterci potrebbe consegnare un manoscritto poco accurato e al quale ha dedicato meno impegno, danneggiando così il cliente.

È una decisione soggettiva, perché sono numerosi i fattori che entrano in gioco nella definizione di un tariffario.

Quanto sarà lungo il libro? Si tratta di un saggio o di un romanzo? L’argomento è semplice o molto tecnico? Sono state fornite delle fonti e del materiale di partenza? Quanto sono validi questi materiali? Le tempistiche sono rilassate o bisogna correre?

La figura del ghostwriter in Italia

Come abbiamo accennato, numerosi professionisti e personaggi celebri italiani ricorrono ai ghostwriter per raccontare le loro storie.

Non esistono numeri precisi (anche perché non ci sono fonti ufficiali); secondo le stime ‘ufficiose’ che circolano nel settore, però, si calcola che almeno il 30% dei titoli di saggistica venduti in libreria siano redatti da uno o più scrittori ombra! Una bella quota, vero?

Nonostante questa percentuale, in Italia è scesa una coltre di omertà sul ghostwriting. Da noi lo scrittore ombra si ingaggia ma non si svela, come se avvalersi dei servizi di un professionista della scrittura fosse un peccato capitale, qualcosa di cui vergognarsi.

E così, mentre gli addetti ai lavori sanno benissimo come funziona, il grande pubblico resta all’oscuro e rimane legato a un’immagine distorta e fumosa della professione del ghostwriter.

La figura del ghostwriter all’estero

All’estero, in particolare nel mondo anglofono, la situazione è ben diversa. Tra gli autori che hanno riconosciuto di essersi serviti di un ghostwriter figurano nomi quali:

  • Michelle Obama con la sua autobiografia Becoming che, con oltre 10 milioni di copie all’attivo, aspira a diventare il libro di memorie più venduto della storia;
  • Sheryl Sandberg, direttrice operativa di Facebook, con il suo libro sulla leadership femminile, tradotto in italiano con il titolo Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire;
  • Stephen Covey, imprenditore e formatore, per il suo long-seller I sette pilastri del successo, ormai un classico tra i manuali di self empowerment.

Fuori dai nostri confini è inoltre abbastanza comune che il ghostwriter firmi l’opera insieme all’autore, soprattutto quando è un giornalista o uno scrittore accreditato.

Leggi anche: Cosa vuol dire editare un libro? Tutto quello che c’è da sapere

Ghostwriter famosi in Italia

Nel nostro Paese non circolano molti nomi noti di ghostwriter. È anche vero, però, che negli ultimi anni si sta diffondendo una maggiore consapevolezza nei confronti della scrittura su commissione. Probabilmente, ciò è stato possibile grazie ad alcuni casi editoriali che hanno scoperchiato il ‘vaso di Pandora’.

Il caso De Lellis-Pulpo è quello più rappresentativo. L’influencer Giulia De Lellis ha pubblicato un libro autobiografico che è diventato un bestseller in poche settimane, anche grazie alla penna di Stella Pulpo, blogger e scrittrice. Si tratta di una delle poche occasioni nelle quali il nome del ghostwriter figura in copertina assieme a quello dell’autore.

Ghostwriter famosi all’estero

Oltreoceano, sono numerosi i casi di editoria internazionale che vedono come protagonisti alcuni dei migliori scrittori ombra a fianco di personaggi appartenenti al mondo della politica, dello spettacolo o dello sport.

Vediamo allora alcune pubblicazioni che hanno raggiunto un incredibile successo di pubblico e che hanno reso famosi i relativi scrittori ombra:

  • Open di Andre Agassi e J.R. Moehringer. Il celebre tennista Andre Agassi ha deciso di rivolgersi al premio Pulitzer Moehringer dopo aver letto il suo libro The Tender Bar e aver percepito una certa sintonia tra il suo vissuto e quello di Moehringer. Entrambi, infatti, condividono un’infanzia burrascosa dove il rapporto con il padre è stato determinante;
  • Profiles in Courage di John F. Kennedy e Ted Sorenson. Questo è uno dei casi di ghostwriting in cui l’autore ha sempre negato di essersi rivolto a un ghostwriter, portandosi il segreto nella tomba. Dopo la sua morte, però, il suo speechwriter Ted Sorenson ha dichiarato di essersi occupato della prima stesura del libro e di aver ‘aiutato il Presidente a scegliere le parole di molte sue frasi’, confermando di fatto l’intervento di un professionista della scrittura;
  • The Change Agent di James Martin e Andrew Crofts. Andrew Crofts è uno degli scrittori fantasma più noti e apprezzati nel mondo dell’editoria inglese. Per una sua opera i clienti sono disposti a pagare oltre 150 mila euro e, in cambio, hanno la certezza di ricevere un capolavoro. The Change Agent è il libro dell’informatico e amico James Martin, che ha consacrato Crofts al successo. L’opera racconta la vita e le idee del suo autore, e spiega tematiche complesse come i cambiamenti mondiali in parole semplici e comprensibili al pubblico.

Come intraprendere una carriera da ghostwriter

Ora che abbiamo fatto luce sul significato di ghostwriter, potremmo chiederci come diventare a nostra volta uno scrittore ombra.

Essendo un mestiere editoriale estremamente complesso, in Edigho siamo convinti che debba costituire un eventuale punto di arrivo (e non di partenza!) della nostra carriera nell’editoria.

La gavetta ideale prevede in primo luogo una solida pratica nella correzione di bozze, poi una specializzazione nell’editing e, infine, l’approdo al misterioso e affascinante lido della scrittura su commissione.

Per approfondire l’argomento, vi invitiamo a leggere l’articolo Come diventare ghostwriter: breve guida (inserire link).

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