Attività di correzione di opere letterarie: ecco in che cosa consiste.

Attività di correzione di opere letterarie: ecco quello che devi sapere

L’attività di correzione di opere letterarie può trasformare la nostra passione per i libri in un mestiere.

Ma cosa vuol dire davvero ‘correggere un testo’?

La risposta a questa domanda non è univoca, come abbiamo già avuto modo di constatare nell’articolo I diversi livelli di correzione del testo.

Tutto dipende dal tipo di correzione che vogliamo applicare allo scritto che abbiamo davanti.

I livelli della correzione di opere letterarie

Quando parliamo della correzione di un testo, dobbiamo distinguere tra tre diverse lavorazioni:

  • la correzione di bozze;
  • l’editing;
  • la revisione finale.

Leggi anche: Offerte di lavoro per l’editing di testi: dove trovarle

La correzione di bozze

Correggere le bozze significa ripulire il testo dalle sviste più grossolane: refusi, errori ortografici ed errori grammaticali, doppi spazi, punteggiatura usata in modo scorretto e così via.

‘Ripulire il testo dalle sviste più grossolane’ non vuol dire però ‘correggere in modo poco accurato’, anzi!

Questa lavorazione editoriale è una delle più ostiche.

La correzione bozze, infatti, è successiva all’editing. Il correttore ha la responsabilità di scovare ogni più piccolo errore sfuggito all’editor, consegnando al suo responsabile, all’impaginatore o al cliente finale un manoscritto impeccabile.

Per approfondire l’importanza di questo mestiere, potete leggere l’articolo Mai sottovalutare la correzione di bozze.

L’editing

Il livello di correzione più profondo si chiama invece editing.

L’editing può essere strutturale, contenutistico, grafico o stilistico.

Ognuna di queste tipologie interviene su un piano diverso: sulla struttura narrativa globale, sul contenuto, sulla veste grafica e/o sulla coerenza e adeguatezza dello stile.

Spesso, quando ci confrontiamo con i clienti, ci può tornare utile semplificare i vari tipi di editing in due opzioni: editing leggero ed editing complesso.

  • L’editing leggero può essere applicato a testi che non presentano particolari drammaticità. Si occupa di rendere la narrazione omogenea e di migliorare lo stile.
  • L’editing complesso scende più in profondità, andando ad agire sui contenuti e sulla costruzione della storia. Evidenzia eventuali buchi di trama, personaggi poco approfonditi, passaggi che potrebbero essere spiegati meglio… In questo frangente, l’editor può anche suggerire di cambiare l’ordine o il punto di vista di alcuni capitoli/eventi.

La revisione finale

La revisione avviene dopo la correzione di bozze e dopo l’impaginazione, quindi è l’ultima fase del processo.

C’è già stato l’editing, c’è già stata la correzione bozze e il testo è stato ormai impaginato (ovvero preparato per la stampa)… cosa deve fare, allora, il revisore?

Deve verificare, per l’ultima volta, che il testo sia effettivamente pulito e pronto per essere pubblicato.

Chi si occupa della revisione?

Il correttore di bozze, quasi sempre. Una figura deputata nelle realtà più strutturate (si parla, infatti, di ‘revisione dell’impaginato’).

Nel panorama del self-publishing, invece, questa figura è quasi del tutto assente: solitamente è l’editor ad occuparsi di tutto, impaginazione e revisione comprese.

Molto rischioso, molto sbagliato!

Attività di correzione di opere letterarie: quale intervento proporre al cliente?

In un mondo ideale, il cliente viene da noi con le idee già chiare. Conosce la differenza tra correzione di bozze, editing e revisione.

In questo caso, sarà lui a chiederci l’intervento adatto a migliorare il suo testo.

Tutto ciò avviene in un paese lontano lontano, chiamato Utopia.

Nella realtà dei fatti, lo scrittore esordiente non solo ignora i dettagli delle lavorazioni editoriali, ma non è nemmeno interessato ad approfondire l’argomento. Gli preme solo che la sua opera venga preparata per la pubblicazione.

Cosa rispondere al cliente che ci sottopone il suo dattiloscritto per una generica ‘correzione’?

Leggi anche: Breve guida per diventare lettore professionista di manoscritti

L’importanza della valutazione preventiva

Il problema è questo: non è semplice capire quale servizio sia meglio offrire senza aver prima studiato il testo, né è semplice farlo capire al cliente.

Ma la verità è che, semplicemente… non si può!

Ecco perché noi di Edigho consigliamo sempre di proporre al cliente una valutazione preliminare del dattiloscritto.

Servirà ad analizzare il tipo di opera che abbiamo davanti e a comprendere se necessiti di un editing leggero, complesso o di una semplice correzione di bozze.

A volte scopriremo di trovarci davanti a un testo talmente raffazzonato da non poter essere migliorato in alcun modo e allora, per onestà, dovremo rifiutare la commessa.

Se volete saperne di più sull’argomento, vi rimando all’articolo Valutazione del manoscritto: perché proporla?

E ora… diamoci da fare!

A questo punto, abbiamo a disposizione tanti spunti per avviare un’attività di correzione di opere letterarie.

Il mercato c’è, basta pensare alle centinaia di autori che ogni giorno fanno ‘click’ sul tasto ‘pubblica’ di Amazon Kindle Direct Publishing.

Il resto sta a noi.

Dobbiamo strutturare la nostra offerta editoriale con consapevolezza, per poter indirizzare i clienti verso la lavorazione più adatta a far risplendere il loro testo.

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