Ecco nel dettaglio cos'è e non è l'editing del libro.

Editing libro: cos’è e cosa non è

Cosa significa editare? E perché non vuol dire né ‘correggere’ né ‘valutare’? Ecco le risposte!

L’editing del libro è un miglioramento del testo a livello profondo: interviene sullo stile, sul contenuto, sulla struttura e sulla veste grafica dell’opera. L’editor lavora in sinergia con l’autore, in modo che i cambiamenti vengano discussi e stabiliti insieme.

Quando ci si approccia ai mestieri editoriali, può essere facile confondere l’editing con altre lavorazioni, per così dire ‘confinanti’, come la correzione di bozze o la valutazione del manoscritto.

L’articolo che state leggendo mira proprio a questo: fare luce su cosa è e cosa non è l’editing.

L’editing di un libro è un intervento che migliora lo stile. Non è una caccia a errori e refusi

La prima distinzione da fare è senza dubbio quella tra editing e correzione di bozze.

L’editing migliora lo stile del libro in profondità. Lo rende coerente alla storia o all’argomento trattato, fa sì che i dialoghi siano credibili, sistema eventuali difformità stilistiche, aggiusta le parti scritte in modo confusionario, ambiguo, frettoloso, prolisso.

Quando questa fase è terminata, il dattiloscritto passa al correttore di bozze. È lui (o lei) che si occuperà di ripulire la superficie del testo da refusi ed errori di ortografia, grammatica e battitura e a dare il ‘visto si stampi’.

Per approfondire, potete leggere l’articolo Attività di correzione di opere letterarie: ecco quello che devi sapere.

L’editing di un libro è un intervento che migliora i contenuti. Non è un ghostwriting

L’editing non si occupa solo della forma, ma anche del contenuto del libro e della sua struttura generale.

Si assicura che i personaggi di un romanzo si comportino in modo coerente e non vadano out of character, segnala eventuali incongruenze o lacune della trama, fa aggiungere nuovi capitoli per spiegare meglio qualche dettaglio importante o sfoltisce quelli in eccesso.

A volte è facile farsi ‘prendere la mano’ ed eccedere un po’ nel proprio ruolo: qualche editor inesperto potrebbe riscrivere troppo… capitoli su capitoli o addirittura la maggior parte del libro!

Questo comportamento, oltre a fare arrabbiare l’autore, sconfina in un’altra lavorazione: il ghostwriting.

Cosa fa un ghostwriter? Redige testi su commissione. Il suo nome rimane nell’ombra, perché il testo viene firmato dall’autore che ha commissionato il lavoro. In poche parole, l’autore ha l’idea, ingaggia uno ‘scrittore fantasma’ e gli fa elaborare un libro basato sulle sue indicazioni.

Nel caso dell’editing, bisogna tenere presente che il creatore del contenuto è sempre e solo uno: l’autore che firma l’opera. Va bene migliorare le parti imperfette, ma non bisogna mai snaturare la voce dello scrittore.

L’editing di un libro è un intervento che propone soluzioni. Non è valutazione, né beta reading

L’editor, come abbiamo visto, è un professionista operativo. Non si limita a segnalare che qualcosa non va, ma propone anche soluzioni. E non soluzioni generiche, ma la soluzione ideale per quel determinato problema.

Questa capacità non è affatto scontata. È relativamente semplice capire che c’è una nota stonata in quello che leggiamo… ma siamo in grado di fare qualcosa di meglio?

Nella filiera editoriale, ci sono altre figure che si occupano ‘solo’ di analizzare il testo e segnalare le parti da migliorare: i beta reader e i valutatori di manoscritti. Il loro intervento è antecedente a quello dell’editor e del correttore di bozze.

Chi è il beta reader?

È un lettore esterno che visiona il libro non appena lo scrittore ha terminato la stesura definitiva. Non è un professionista, infatti la sua attività viene fatta su base volontaria. Può essere un amico dello scrittore, un familiare, un collega…

Questa figura si occupa di dare un parere genuino e spassionato sulla storia, facendo capire all’autore come potrebbe essere recepita dal ‘lettore tipo’ dell’opera. Molte case editrici si affidano a gruppi di lettori beta per avere un riscontro in anteprima sui prodotti da lanciare sul mercato.

Chi è il valutatore di manoscritti?

Il valutatore di manoscritti è un professionista freelance che offre un servizio di valutazione a pagamento. È molto utile agli autori self che, in quanto tali, non passano al vaglio di una casa editrice.

Il valutatore segnala gli errori più macroscopici del testo, oppure – nel peggiore dei casi – spiega in tutta franchezza se è proprio il caso di riscrivere tutto.

Se state pensando di specializzarvi in questa lavorazione, vi consigliamo l’articolo Valutazione del manoscritto: perché proporla?

Nelle case editrici, la figura che si occupa di valutare i manoscritti si chiama lettore editoriale.

L’editing di un libro deve essere affidato a un professionista. Non è un’auto-revisione

Nessuno può essere l’editor di se stesso. Ma proprio nessuno nessuno, nemmeno l’autore più geniale sulla faccia della Terra.

L’editor, così come il correttore di bozze, deve essere un professionista esterno.

Lo scrittore non avrà mai uno sguardo obiettivo sulla sua opera: alcune parti per lui chiarissime potrebbero risultare ambigue, alcuni passaggi che gli sembrano originali potrebbero rivelarsi banali, alcuni artifici retorici potrebbero essere in realtà ingenuità stilistiche e via discorrendo.

Molti autori ignorano tutto ciò e si illudono di poter editare e correggere da soli il proprio manoscritto, tramite una semplice auto-revisione. Pessima idea! Sta a noi, professionisti editoriali, comunicare la necessità di un intervento esterno sul testo.

L’editing di un libro è una necessità. Non è un optional

Avete mai sentito la frase ‘l’importante è il contenuto’?

Ecco. Applicata all’editoria, questa frase non è solo sbagliata, ma anche deleteria.

I libri non sono fatti per appagare l’ego di un autore che crede di avere tra le mani una storia interessantissima ed entusiasmante.

I libri – che siano pubblicati da colossi editoriali, piccole CE o autori indipendenti – sono destinati a chi davvero li ama: il lettore.

Il rispetto per il lettore è fondamentale. Se decide di acquistare un’opera, deve trovarsi fra le mani un libro non solo ben pensato, ma anche ben scritto, ben strutturato e corretto formalmente.

Pensiamo a noi stessi, quando ne leggiamo uno… quanto ci arrabbiamo se troviamo un testo pieno di incongruenze ed errori grossolani?

L’editing del libro non è solo importante: è fondamentale. L’editor lavora dietro le quinte, il 90% delle volte non è menzionato dallo scrittore né dalla casa editrice, eppure svolge un lavoro irrinunciabile per l’autore, l’editore e per tutta la filiera editoriale.

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