Conviene aderire all'opzione kindle select?

Kindle Select: conviene o è meglio evitarlo?

Splendida opportunità o clamorosa fregatura? I pro e i contro di KDP Select

Ogni professionista editoriale freelance lo sa: prima o poi, arriverà il giorno in cui i nostri aspiranti autori self ci chiederanno: «Ho sentito parlare di Kindle Select, ma cos’è di preciso? Mi conviene aderire?».

Ebbene, non possiamo assolutamente farci cogliere impreparati da queste domande! Ecco tutto ciò che dobbiamo sapere per offrire una consulenza editoriale a regola d’arte.

Cosa è KDP Select?

Kindle Direct Publishing Select (per gli amici KDP Select) è un’opzione che Amazon mette a disposizione di tutti gli autori che pubblicano nel suo store; per aderire, è necessario registrarsi tramite la pagina Marketing del proprio profilo KDP.

I vantaggi che ne derivano sono essenzialmente tre:

  • permette di pubblicare il libro su Kindle Unlimited, ovvero una piattaforma di abbonamento che consente ai lettori di attingere a un bacino sterminato di libri, dietro pagamento di una quota fissa mensile;
  • dà la possibilità di aderire alle promozioni gratuite, con le quali si può offrire il libro gratuitamente per un massimo di cinque giorni nell’arco di tre mesi;
  • nel mercato USA e UK, Kindle concede anche di attivare le offerte a tempo del programma Countdown Deals; nel momento in cui stiamo scrivendo questo articolo, l’opportunità non è ancora valida per l’Italia (ma magari lo sarà in futuro!).

Ovviamente, Jeff Bezos non è arrivato ai vertici dell’imprenditoria mondiale perché è un filantropo disinteressato ai guadagni materiali. Se offre determinati vantaggi, in cambio avrà in mente determinati tornaconti. In questo caso, il lato più oscuro di Kindle Select è il fatto che preclude la pubblicazione in qualsiasi altra piattaforma.

Proprio così: per tutto il periodo della registrazione (un minimo di 90 giorni che può essere prolungato a piacimento) non è possibile vendere il proprio eBook in nessun altro store online. In poche parole, è uno dei tanti modi che usa Amazon per polverizzare la concorrenza. Questa regola non vale, però, per un’eventuale altra edizione cartacea, che può continuare a circolare in qualsiasi negozio.

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Quanto si guadagna con KDP Select?

Il guadagno più immediato, per gli autori, deriva dall’inserimento del libro su Kindle Unlimited.

In questo programma l’unità di misura non è la singola copia dell’eBook, ma la singola pagina (letta o sfogliata dagli utenti sui dispositivi o sulle app Kindle). La domanda cruciale è quindi: «Quanto percepisce uno scrittore per ogni pagina letta su Unlimited dagli abbonati?».

Colpo di scena: non c’è una tariffa standard. La quota dipende dal fondo globale KDP Select, ovvero da un cospicuo salvadanaio virtuale che raccoglie una parte di tutti gli importi pagati dagli abbonati Kindle Unlimited. L’ammontare periodico del fondo viene dichiarato dall’azienda ogni mese e determina la percentuale di guadagno su ogni pagina.

L’importo globale è consistente (milioni di dollari ogni mese!) ma, dovendo dividerlo tra tutti gli autori, le cifre spettanti a ciascuno non sono certo astronomiche. Rappresentano, comunque, un profitto in più, che può sempre fare comodo ai nostri scrittori.

Pro e contro di Kindle Select

Facendo un bilancio finale, i punti a favore di KDP select sono i guadagni derivati dalle pagine lette su Unlimited e la possibilità di offrire copie gratuite dei propri libri. Quest’ultima opzione, a prima vista, potrà apparire come irrilevante: a che pro distribuire il proprio libro gratis?

In realtà, è una strategia utilizzata su larga scala non solo dagli autori self, ma anche dalle case editrici. Molti scelgono questa modalità durante il lancio stesso del libro, per farlo schizzare ai vertici delle classifiche subito dopo la pubblicazione. A quel punto, lo pubblicizzano come ‘bestseller’ e come ‘il libro che ha venduto TOT mila copie in una settimana’ (senza ovviamente specificare che le copie erano free).

Un’altra tattica è quella di distribuire gratis il primo libro di una saga, in modo da farsi conoscere, incuriosire i lettori e spingerli a comprare anche i seguiti. Oppure si può creare una raccolta di racconti riguardanti i personaggi di un romanzo: se queste storie free piacciono, ci sono buone probabilità che il target di riferimento voglia acquistare anche il libro a esse collegato.

Il grosso punto a sfavore è, invece, l’essere costretti a lasciare l’esclusiva ad Amazon, almeno per quanto riguarda l’edizione digitale. Questo vuol dire non poterla vendere in nessun’altra piattaforma e nemmeno nel proprio sito! È anche vero che l’esclusiva vale solo 90 giorni e che, per disdirla, è sufficiente togliere una semplice spunta (altrimenti verrà rinnovata in automatico).

Si potrebbe quindi provare per i primi tre mesi, vedere come ci si trova con le promozioni gratuite e con i guadagni per pagina letta, e poi decidere se recedere o continuare.

Non di sola correzione vive il professionista editoriale!

Al giorno d’oggi, i professionisti editoriali (o aspiranti tali) devono essere curiosi, aggiornati e affamati di notizie. Vince chi conosce a fondo i nuovi meccanismi dell’editoria e, pertanto, sa offrire servizi sempre più mirati ai propri clienti! Certo, la base imprescindibile per tutti è un’impeccabile conoscenza di editing e correzione di bozze ma, oltre a questo, bisogna mettere in campo una buona dose di intraprendenza e vivacità intellettuale.

Amazon è senza dubbio uno degli argomenti più caldi per chiunque voglia pubblicare un libro, quindi la sua conoscenza è fondamentale.

Se volete saperne ancora di più, vi consigliamo l’articolo Ciò che nessuno ti dirà mai su Amazon Libri e self publishing.

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