I migliori mercati e opportunità per lavorare nella cultura

Lavorare nella cultura: ecco i mercati e le opportunità migliori

I settori più fruttuosi e le opportunità di guadagno più interessanti per chi è interessato a lavorare nella cultura oggi

«Con la cultura non si mangia». Falso!

No, non è una nostra esternazione, ma il titolo di un saggio di Paola Dubini molto amato dalla community di Edigho.

Con la cultura, infatti, si mangia eccome. Ma bisogna capire in quali mercati inserirsi e con quali modalità. Questo articolo nasce proprio per rispondere ai dubbi e alle domande di chi vorrebbe lavorare nel settore dell’arte e della conoscenza.

Lavorare nella cultura: i falsi miti

Per iniziare ad affrontare l’argomento bisogna innanzitutto sfatare diversi falsi miti: primo fra tutti il pensiero che la cultura non sia qualcosa di importante, tangibile e vitale per la nostra società.

Non è così. La cultura fa parte della natura dei popoli. Senza la cultura non esisterebbero i popoli, e viceversa; le due cose sono inscindibili. Come scrive Paola Dubini nel saggio citato:

«Non è un caso che guerre e genocidi si accompagnino alla distruzione del patrimonio culturale; non si tratta solo di puro vandalismo, ma di scelte deliberate di cancellazione dell’identità di gruppi sociali: se la cultura non fosse reale, che bisogno ci sarebbe di distruggerne le rappresentazioni?».

Leggi anche: La storia del libro spiegata in breve

I mercati culturali più fruttuosi

Assodato che la cultura non solo è viva, ma è anche connaturata al concetto stesso di umanità, resta da capire quali siano attualmente i mercati più floridi nei quali inserirsi. Diamo quindi un’occhiata ai tre ambiti che generano maggiore profitto.

  1. Il mercato del marketing promozionale, soprattutto nei settori culturali i cui costi di produzione sono in parte o totalmente coperti dai ricavi pubblicitari diretti: i tradizionali spot in TV, le inserzioni nei giornali, il product placement nei set cinematografici.
  2. Il mercato della cultura consumata dai singoli utenti, che si recano a festival, mostre, eventi e frequentano cinema, teatri, biblioteche, librerie e edicole, ma anche piattaforme virtuali come Wattpad o Spotify.
  3. Il mercato business to business (detto anche B2B), creato dalle aziende per le aziende: editoria accademica, manualistica, saggistica e riviste specializzate rivolte a titolari d’impresa e professionisti.

Come potete constatare, in questi scenari c’è molta editoria. E noi di Edigho non possiamo che esserne felici.

Lavorare nella cultura paga?

Il mercato culturale, quindi, è attivo e vivace. È una verità lampante sotto gli occhi di tutti, non si può negare.

Facendo un esempio legato all’editoria, pensate a tutte le montagne di libri che vengono scritti e pubblicati ogni anno: ciascuno di essi sarà lavorato da editor, correttori di bozze, impaginatori e grafici, e sarà poi distribuito da grossisti/distributori, venduto da librai e così via.

Appurato questo dato di fatto, si può obiettare che la cultura, in ogni caso, renda poco. Quanto c’è di vero in questa affermazione?

La risposta è molto semplice: dipende dal contesto. Certo, se ci impuntiamo di lavorare presso case editrici che ci offrono solo stage sottopagati, allora non possiamo sperare di racimolare chissà quali guadagni. Ma esistono molte altre alternative, per fortuna.

Gestire al meglio la propria carriera nella cultura

Se decidiamo di prendere in mano la nostra carriera, indirizzandoci verso mercati che hanno un buon riscontro, di sicuro possiamo avere più chance rispetto a chi rimane nel circuito dei tirocini perenni.

Pensiamo al mercato del business to business, al quale abbiamo accennato sopra. Ebbene, negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di libri firmati da imprenditori, con lo scopo di raccontare la loro storia aziendale o presentare un metodo di lavoro innovativo ad altri imprenditori (o aspiranti tali).

Va da sé che nella maggior parte dei casi il titolare dell’attività non avrà il tempo, e nemmeno le competenze, di scrivere un intero libro; quindi, queste opere sono quasi sempre redatte da uno scrittore su commissione.

Sapete quanto guadagna un bravo ghostwriter freelance, per scrivere un volume di circa trecento pagine? Dai 7.000 ai 20.000 euro. E non è nemmeno tanto, considerando che i ghostwriter americani di medio e alto livello si fanno pagare tra i 50.000 e i 150.000 dollari per un libro della stessa lunghezza.

Dunque le possibilità di guadagno ci sono, per chi sa gestire la propria carriera con accortezza.

Leggi anche: Quali sono i generi letterari più famosi, amati e remunerativi?

Lavorare nella cultura: da dove iniziare?

Per lavorare nella cultura al giorno d’oggi, i concetti chiave sono due: preparazione e conoscenza del mercato. È proprio questa consapevolezza ad animare tutti i contenuti di Edigho.

La nostra proposta formativa è infatti un mix di solide basi teoriche, storia dell’editoria, esercitazioni pratiche e marketing.

Nel primo corso tecnico Edigho, dedicato alla correzione di bozze, troverete ad esempio due interi moduli riservati al mondo del lavoro, alla ricerca del primo cliente e alla fiscalità. Perché possiamo essere i professionisti più bravi del mondo… ma se nessuno lo sa non andremo molto lontano!

Se volete dare un’occhiata al programma completo del corso, vi invitiamo a visitare la pagina diDa 0 a correttore’. E, ovviamente, in bocca al lupo a tutti gli aspiranti lavoratori della cultura!

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